L’interesse per l’agrivoltaico è in forte crescita, e molti proprietari di terreni si chiedono se il proprio fondo sia adatto a ospitare un impianto fotovoltaico integrato con attività agricola.
Tuttavia, la selezione del terreno non è casuale: esistono parametri tecnici, agronomici e normativi che determinano la reale fattibilità di un progetto.
In questo articolo analizziamo i requisiti principali che fanno davvero la differenza.
Terreni per fotovoltaico: i requisiti di posizione ed esposizione
Il primo requisito è la corretta esposizione solare.
Un terreno con buon irraggiamento annuale garantisce una maggiore produzione elettrica. Idealmente, l’orientamento migliore è verso sud o sud-ovest, con una pendenza non superiore al 5-10%, che evita problemi di ombreggiamento e consente un posizionamento regolare dei filari di pannelli.
Anche l’altitudine può influire: zone troppo elevate potrebbero avere condizioni meteo meno favorevoli, mentre le aree pianeggianti o leggermente collinari risultano più adatte.
Inoltre, un terreno regolare e privo di ostacoli naturali (alberi, grossi massi, corsi d’acqua) facilita la progettazione dell’impianto e ne ottimizza la resa.
Questo requisito è fondamentale anche per il successo della componente agricola: un buon irraggiamento favorisce le colture, soprattutto quelle più compatibili con l’agrivoltaico, come foraggi, orticole, piccoli frutti e pascolo.
Accessibilità e connessioni elettriche
L’accessibilità del terreno è un altro fattore determinante.
Un fondo facilmente raggiungibile da strade carrabili permette il trasporto agevole dei materiali durante la fase di cantiere e semplifica le operazioni di manutenzione nel tempo.
Inoltre, la presenza di infrastrutture di rete nelle vicinanze è cruciale: un impianto fotovoltaico deve poter essere collegato alla rete elettrica nazionale, preferibilmente a una linea di media tensione o a una cabina esistente. La distanza da questi punti di allaccio influisce direttamente sulla fattibilità tecnica e sui costi del progetto.
Più il terreno è lontano dalla connessione, maggiori saranno gli investimenti necessari per infrastrutture aggiuntive, come linee elettriche interrate o tralicci.
Infine, l’assenza di servitù di passaggio, ostacoli legali o frazionamenti complessi agevola l’ottenimento dei permessi. Per questo motivo, un terreno contiguo, facilmente accessibile e con buone connessioni rappresenta un vantaggio competitivo notevole nella selezione per un progetto agrivoltaico.
Vincoli normativi e destinazione d’uso
Non tutti i terreni agricoli sono idonei per ospitare un impianto agrivoltaico.
I regolamenti nazionali e regionali stabiliscono precisi criteri legati alla destinazione urbanistica del suolo, all’assenza di vincoli paesaggistici, ambientali o archeologici, e alla compatibilità con le attività agricole.
Ad esempio, un terreno classificato come agricolo ma situato in una zona sottoposta a tutela paesaggistica potrebbe non ottenere le autorizzazioni necessarie, oppure potrebbe richiedere iter molto più complessi. Inoltre, la normativa sull’agrivoltaico impone che la produzione agricola non venga compromessa dall’impianto: questo significa che non basta avere un suolo agricolo, ma è necessario dimostrare che l’attività agricola continuerà a essere produttiva e redditizia anche dopo l’installazione.
La coerenza con il piano regolatore comunale e l’assenza di destinazioni d’uso miste sono altri aspetti fondamentali.
In sintesi, un terreno è davvero idoneo solo quando è libero da vincoli stringenti, coerente con le destinazioni agricole e supportato da una pianificazione che preveda la continuità dell’uso agricolo nel lungo periodo.
Redditività agricola e compatibilità colturale: il cuore dell’agrivoltaico
Uno degli aspetti distintivi dell’agrivoltaico è che l’impianto fotovoltaico non deve ridurre la redditività agricola del terreno.Â
Anzi, in molti casi, la combinazione fra ombreggiamento parziale, protezione dalle intemperie e gestione agronomica innovativa può portare a un miglioramento delle rese.
Tuttavia, questo richiede un’attenta progettazione agronomica e la scelta di colture compatibili.
Colture come mais e grano, ad esempio, sono spesso escluse per via dell’altezza o del rischio incendi. Sono invece preferite quelle a taglia bassa e medio-bassa, come ortaggi, piccoli frutti, erbe officinali, foraggi, oppure la gestione pastorale con allevamento ovino o l’apicoltura.
Nei casi in cui il terreno non sia già destinato a una coltura compatibile, è possibile modificarla, ma occorre assicurarsi che la nuova coltivazione garantisca una redditività pari o superiore a quella precedente. Questo è spesso uno degli elementi più analizzati nei piani agronomici dei progetti agrivoltaici, e rappresenta un punto chiave per rispettare i requisiti normativi e assicurare la sostenibilità economica dell’intervento.

Superficie, conformazione e visione a lungo termine
La dimensione del terreno è un fattore tecnico ed economico centrale. In genere, per rendere sostenibile un impianto agrivoltaico servono almeno 15 ettari continui, ma possono essere valutati anche appezzamenti più piccoli se inseriti in contesti favorevoli.
Più il terreno è frammentato, con dislivelli, ostacoli o servitù, più complessa sarà la progettazione. Una superficie omogenea, ben delimitata e libera da impedimenti rende invece il progetto più lineare e meno costoso.
Ma oltre agli aspetti fisici, conta anche la visione: l’agrivoltaico è un impegno a lungo termine, che richiede continuità e collaborazione per almeno 30 anni.
Questo significa che chi cede o affitta il terreno deve avere un orizzonte imprenditoriale medio-lungo, e preferibilmente coinvolgere una figura agricola (anche esterna) che gestisca l’attività per tutta la durata del progetto.
La dimensione ideale, quindi, non è solo quella fisica, ma anche quella strategica: un terreno è pronto per l’agrivoltaico quando chi lo gestisce è pronto a valorizzarlo davvero.
Capire se un terreno è idoneo all’agrivoltaico significa guardare oltre la sua superficie: significa valutarne la posizione, la compatibilità agricola, la libertà da vincoli e la visione di chi lo possiede.
Se stai valutando questa opportunità , informarti è il primo passo. Il secondo è confrontarti con chi conosce bene ogni fase di questo percorso, come noi di Chint Solar.
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