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Convertire l’attività agricola per avviare il campo fotovoltaico

14 Maggio 2025
Redazione Chint Solar
5 min
Natura

Se da un lato il cambiamento climatico ha reso sempre più instabile la gestione dei raccolti con estati torride, periodi di siccità, piogge violente fuori stagione, dall’altro, l’aumento dei costi mette a dura prova la sostenibilità economica di molte aziende agricole. A ciò si aggiungono le sfide legate al ricambio generazionale e alla difficoltà, per molti giovani, di vedere un futuro stabile nella coltivazione della terra.

In questo scenario, come continuare a valorizzare il terreno senza abbandonare l’attività imprenditoriale agricola? Oggi parliamo delle opportunità di affittare terreni a un campo fotovoltaico, anche in caso di coltura non compatibile.

Il campo fotovoltaico può essere la risposta alle nuove esigenze agricole?

Una risposta concreta e innovativa alle nuove necessità dei soggetti agricoli arriva dall’integrazione tra agricoltura ed energia rinnovabile: l’agrivoltaico. Non si tratta di una semplice alternativa, ma di un’evoluzione del concetto stesso di impresa agricola: un modello ibrido che permette di continuare a coltivare e allevare monetizzando nel frattempo anche dalla cessione del terreno per la produzione solare.

Ma come funziona davvero un campo fotovoltaico integrato? E cosa succede quando una coltura non è compatibile con il progetto?

Come funziona un campo fotovoltaico orientato all’installazione agrivoltaica?

Un campo agrivoltaico è un sistema in cui produzione di energia solare e coltivazioni convivono sullo stesso terreno.

I pannelli vengono installati dal gestore del parco fotovoltaico a un’altezza e con un’inclinazione studiate per:

  • permettere il passaggio di luce sufficiente alle colture
  • facilitare l’accesso alle macchine agricole
  • garantire la ventilazione naturale
  • adattarsi alle esigenze specifiche del terreno

I moduli fotovoltaici sono disposti in modo da creare zone di ombra parziale e ben distribuita, riducendo lo stress termico sulle piante, limitando l’evaporazione del suolo e migliorando la resa idrica, così come il comfort per gli animali.

Questa soluzione garantisce una massimizzazione della redditività: consente di mantenere attiva e a pieno regime la filiera agricola e allo stesso tempo offre un flusso di reddito costante grazie alla messa a disposizione del terreno al partner che si occupa dell’installazione dei pannelli.

campo fotovoltaico

Ma cosa accade quando una coltura non è compatibile con il campo fotovoltaico?

Non tutte le colture si comportano allo stesso modo sotto i pannelli solari. Quelle che si rivelano più compatibili hanno caratteristiche precise: tolleranza all’ombra parziale, bassa altezza di crescita, gestione agevole e buoni risultati anche con luce diffusa.

Ecco una panoramica delle più compatibili.

Colture erbacee a ciclo breve

Hanno un ciclo vegetativo rapido, richiedono meno luce diretta rispetto a colture di pieno campo e si adattano bene all’ombreggiamento parziale dei pannelli. Inoltre, si prestano a rotazioni frequenti, favorendo la rigenerazione del suolo.

Vigneti e frutteti

Le piante arboree possono beneficiare della protezione dai raggi solari intensi, della minore evaporazione del suolo ed esposizione agli eventi estremi come grandinate o gelate improvvise. I pannelli, ben distanziati e sollevati, non ostacolano la crescita verticale.

Pastorizia

Gli animali trovano maggior comfort in ambienti ombreggiati, che li proteggono durante le giornate calde: questo influenza anche la qualità finale di latte e carne.

Apicoltura

I pannelli creano microclimi favorevoli alla fioritura spontanea e alla biodiversità. Le api trovano un habitat ricco di risorse floreali e meno esposto a pesticidi, producendo miele di qualità in modo stabile.

Colture da foraggio

Sono robuste, non temono l’ombra parziale e rigenerano facilmente il suolo; sono perfette per alimentare il bestiame in azienda agricola integrata o per essere vendute localmente.

Queste sono solo alcune delle attività agricole che meglio si adattano all’installazione di un impianto agrivoltaico; non tutte le colture, infatti, possono garantire una produttività equiparabile a quella ottenibile senza agrivoltaico – requisito fondamentale per la sussistenza del progetto.

Alcune specie, soprattutto quelle che necessitano di pieno sole per molte ore al giorno o hanno esigenze meccaniche complesse (come la raccolta intensiva con macchinari), potrebbero non essere adeguate, quindi.

affitto terreno agricolo

In questo caso è possibile valutare una riconversione del terreno a varietà maggiormente compatibili con l’ambiente agrivoltaico.

Ricordiamo che il requisito fondamentale affinché sussista il progetto è il mantenimento della redditività del terreno per tutto il tempo di durata, dai 30 ai 40 anni: il terreno, quindi, deve essere destinato a una coltura produttiva. Il principio alla base dell’agrivoltaico è proprio massimizzare e valorizzare la destinazione agricola del terreno, offrendo parallelamente una doppia finalità di utilizzo che generi una rendita aggiuntiva.

Per garantire una capacità produttiva del terreno che sia egualitaria a quella senza agrivoltaico è fondamentale affidarsi a un’attenta valutazione delle condizioni agronomiche e a un piano di transizione mirato. Qui entra in gioco il partner scelto per la realizzazione del progetto, che deve interpretare le esigenze più specifiche e fornire una risposta concreta, grazie a un know-how acquisito in diversi Paesi e contesti geografici.


Richiedici una consulenza gratuita e scopri se il tuo terreno è compatibile con un impianto agrivoltaico e quali sono le opportunità per massimizzare la tua reddittività!

Blog Chint Solar

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